Saggezza al contagocce [3]

3 09 2010

Lamberto, soprannominato “Dio”, e Pancrazio, un amico suo, camminano per sentieri di montagna che non conoscono.

L.: «Scommetto che dietro l’angolo c’è un lago.»

P.: «Mah, secondo me no. Andiamo a vedere.»

Il lago c’è davvero, e P. guarda stupito il suo amico. L. assume un’espressione decisamente soddisfatta. Quest’ultimo, esaltato, decide di lanciarsi in un’altra previsione.

L.: «Ora capisci perché mi chiamano Dio. Non sbaglio mai. Ne vuoi ancora? Secondo me se avessimo fatto la strada più alta, aggirando quell’altura, avremmo trovato un sentiero più comodo.»

Tornati indietro per verificare l’affermazione di L., i due amici si trovano di fronte ad un salto di alcuni metri, impossibile da superare senza una corda.

P.: «Ora capisco perché ti chiamano Dio. Sfrutti le coincidenze per fare dichiarazioni altisonanti, ma la volta dopo sbagli come chiunque altro.»

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Otto per mille [1]: conoscerlo meglio

23 07 2009

Cos’è? Quando è nato? Il cosiddetto otto per mille è il meccanismo con cui lo Stato divide e ripartisce l’8‰ del gettito IRPEF fra lo Stato stesso e varie confessioni religiose, in base alle scelte espresse nelle dichiarazioni dei redditi. È nato, nella forma in cui lo vediamo ora, nel 1984.

Come funziona? Nella dichiarazione dei redditi si può scegliere la destinazione dell’otto per mille fra sette opzioni: lo Stato, la Chiesa Cattolica, e altre confessioni fra cui per esempio i Valdesi. Il meccanismo è molto simile ad un sondaggio, per cui la ripartizione dei fondi è riferita all’8‰ dell’intero gettito IRPEF, ed è basata sulle percentuali ricavate dalle dichiarazioni. In questo modo le firme hanno lo stesso peso, indipendentemente dal reddito dei contribuenti.

La fregatura. Cosa succede se non si sceglie una delle sette opzioni? Non si partecipa al sondaggio, e si lascia che le percentuali siano definite da chi invece ha espresso una preferenza. Questo causa che (considerando per esempio i redditi del 2000) se il 34,56% dei contribuenti sceglie la Chiesa Cattolica come destinazione, la percentuale considerata nel calcolo sarà dell’87,25% di coloro che hanno fatto una scelta, e il denaro sarà distribuito di conseguenza (da Wikipedia). Per questo motivo è molto importante compilare la sezione dedicata all’otto per mille, e non lasciare che parte dei propri soldi sia data a chi non vogliamo.

Per informazioni sull’utilizzo dei fondi da parte dello Stato, della Chiesa Cattolica, e delle altre confessioni, pubblicherò un nuovo post a breve. Sarà interessante vedere quanti soldi siano effettivamente usati per una cosa o per un’altra (per esempio: quanti soldi della Chiesa Cattolica vanno nei paesi del Terzo mondo, e quanti per gli edifici religiosi?)

Otto per mille – Wikipedia

Otto per mille | UAAR

Legge 222/85, testo completo

Chiesa Cattolica: Rendicondo 2007





Antiabortista uccide un medico

31 05 2009

USA, medico abortista ucciso mentre entrava in chiesa

«George Tiller, 68 anni, direttore di una clinica di Wichita, nel Kansas, in cui si praticavano aborti, è stato ucciso oggi mentre entrava in una chiesa luterana. George Tiller era diventato uno dei principali bersagli degli attacchi degli antiabortisti, perché la sua clinica era specializzata nel praticare interruzioni di gravidanza negli ultimi giorni in cui era legalmente possibile farlo.»

La prima volta che ho letto questa notizia, ho pensato di aver capito male. Poi mi sono reso conto che quello con le idee poco chiare, decisamente non sono io.

Un antiabortista che uccide un uomo. Una persona che combatte contro l’interruzione di gravidanza perché la considera omicidio, una persona che difende la santità della vita, ha ucciso un uomo. Ma come funziona il ragionamento? Prima di nascere la tua vita è sacra e va difesa, e non appena nasci non vali più niente?

Citando una frase di George Carlin, che avevo già utilizzato in Aborto negato in ospedale:

«Ragazzi, questi conservatori sono proprio forti, vero? Sono tutti a favore dei non nati, farebbero di tutto per i non nati, ma una volta che sei nato sono cazzi tuoi!»

La coerenza l’hanno abbandonata in un angolo a fare ragnatele.

L.





Benedetto XVI, “preservativi inutili e dannosi”

17 03 2009

Viaggio in Africa del Papa: non mi sento solo. “E l’Aids non si vince con preservativi”.

«Il Papa ha ricordato che la chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l’Aids. “E’ una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi“. Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto»

Ma che… Che Crist… Sant… Ma vaffanculo, va’.

Dal blog di Faina si capisce chiaramente qual è il problema del nostro amico Ratzi. Non vive più nel nostro stesso mondo, ha la testa adagiata su una nuvola del suo piccolo pianeta di fantasia, sogna, e non accenna a svegliarsi. Mi chiedo come sia possibile che qualcuno ancora ascolti una persona del genere, è talmente ovvio che non ci sta con la testa…

Oppure – possibilità numero due – non è pazzo ma è un ottimo ateo che, con calma e dedizione, fa perdere credibilità alla Chiesa recitando la parte del papa invasato.

In entrambi i casi, andiamo veramente male. Troppa gente gli dà retta, senza capire che «it’s all bullshit, and it’s bad for ya».

L.





Eutanasia? Una volta si poteva.

5 02 2009

È strano che l’eutanasia non sia accettata dal Vaticano, una volta era tutto così facile. Vediamo cosa accade ora a chi volesse porre fine alla proprie sofferenze, e vediamo come sarebbe andata solo qualche secolo fa…

Adesso:

«Vi prego, sto soffrendo, non posso sopportare di vivere così! Per favore, voglio mettere fine alla mia vita.»

«No. Tu non puoi, la tua vita è proprietà di Dio, e in quanto tale sacra e intoccabile. La tua sofferenza sarà una prova di fede.»

Prima:

«Sono lesbica. Anche atea. Nel tempo libero mi piace volare sulle scope.»

«Mettetela al rogo! Subito!»

Era tutto così semplice.

Ipocriti.

L.





Italia: Società di ordini?

3 01 2009

(Ciao! Mi sono trasferito su Scienza Cipolla. Seguitemi anche lì!)

Oggi è tempo per un intervento “storico”. Torniamo indietro nel tempo di qualche secolo, e immaginiamo di essere nel Settecento. Per poterci ambientare meglio consideriamo la Francia del Settecento, prima della rivoluzione. La confronteremo con l’Italia attuale.

La società francese era divisa in tre “ceti” o “ordini”: il clero, la nobiltà e il Terzo Stato. Il Terzo Stato includeva la grande maggioranza della popolazione, essendo formato da tutti i cittadini non compresi nei primi due ceti.

Il clero e la nobiltà erano ceti privilegiati: il clero, per esempio, era esente da ogni tipo di tassa e non era sottoposto alle leggi dello stato, ma solo al diritto canonico e i tribunali ecclesiastici; anche la nobiltà godeva di esenzioni fiscali ed altri privilegi.

Ora che abbiamo ripassato la situazione della Francia, passiamo all’Italia. Siamo a gennaio 2009. Ovviamente guardiamo con orrore ai privilegi della Francia del ‘700, dove i due ceti più importanti sottomettevano il Terzo Stato. Crediamo di avere ormai superato queste diseguaglianze, d’altronde lo dice la Costituzione. Sarà vero?

No. Non è vero.

1. Citando un mio post precedente, Lodo Alfano, vediamo come le principali cariche dello stato siano immuni ai processi penali.

«[…] i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.»

 

2. La Chiesa è esente dal pagamento dell’Ici. Citando un articolo di Repubblica:

«Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l’Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l’erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati.»

3. Questa è bella. Una notizia fresca fresca. Al Vaticano non piacciono le leggi italiane e non le rispetterà più. Citando un articolo dal Secolo XIX:

«Dal primo gennaio 2009, l’ordinamento giuridico dello Stato del Vaticano non recepirà più automaticamente, come fonti del proprio diritto, le leggi italiane, sia per il loro «numero esorbitante», sia per la loro mutevolezza, sia perché spesso sono in contrasto con la dottrina della Chiesa

Ho citato solo i privilegi più evidenti. Ce ne sono molti altri, come la presenza dei crocifissi nei luoghi pubblici. Ma di Chiesa e Vaticano parlerò ancora, e più nello specifico, nei prossimi interventi.

La morale della storia è che, dopotutto, non siamo tanto superiori alla Francia del Settecento. I privilegi ci sono sempre stati, ci sono ora, e immagino che ci saranno sempre. Dove c’è potere, c’è privilegio.

L.