No B. Day: fate come se ci fossi

5 12 2009

No B. Day

Fate finta che io sia a Roma.

Buona fortuna, Italia.

L.

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Lodo Alfano illegittimo!

7 10 2009

7 Ottobre 2009. La Corte Costituzionale dichiara il Lodo Alfano incostituzionale, per violazione di due articoli della Costituzione: l’articolo 3, e l’articolo 138. Cliccando qui trovate una spiegazione di cosa sia il Lodo Alfano, e di seguito trascrivo i due articoli in questione:

Art. 3:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. […]»

Art. 138:

«Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.»

L’articolo 3 dichiara che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. L’articolo 138 descrive la procedura richiesta per modificare la Costituzione, cioè il percorso che il governo avrebbe dovuto percorrere per rendere immune qualcuno dai processi.

La difesa degli avvocati di Berlusconi ha fatto veramente ridere, a dimostrazione che non sapevano cosa inventarsi per giustificare una legge simile. Avrebbero dovuto impegnarsi un po’ di più per avere qualche possibilità di successo, non bastano due parolone latine per ingannare 15 giudici.

Ghedini: «la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione»

Cosa? No, cioè, ma che diavolo… “Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge” vuole dire che devono ricevere lo stesso trattamento! Sul quotidiano Times, commentando questa frase, si ricorda Orwell e La fattoria degli animali: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri».

Leggiamo un’altro dei tentativi di difesa del Lodo:

Pecorella: «Con le modifiche apportate alla legge elettorale, il presidente del Consiglio non può più essere considerato uguale agli altri parlamentari, ossia non è più “primus inter pares”, ma dev’essere considerato “primus super pares”»

Ancora peggio. Beh, non avevano speranza di farcela.

Reazioni del premier: «In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra»

Haha. Poverino, è circondato dai nemici. È tutto un complotto dei comunisti!

Tra l’altro, non capisco di cosa si preoccupi. Se è innocente, i processi (gli unici due che sono ancora in corso, Mills e Mediaset) non gli dovrebbero creare nessun problema. Dimostrerebbero soltanto che non c’era motivo di sospettare di lui.

L.





Non ho mai detto ciò che ho appena detto

28 06 2009

Ormai è un’usanza di cui il nostro Silvio non può fare a meno. Deve avere veramente una cattiva memoria. Oppure essere scemo, e non capire proprio cosa dice quando parla.

Io opterei per la seconda opzione, ma forse, in effetti, l’età comincia a farsi sentire anche per lui. Nonostante la faccia tirata, il cervello invecchia. Chissà.

 Berlusconi: «Bisognerebbe chiudere la bocca ai catastrofisti»

«dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, […] che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo.»

Berlusconi: “Mai parlato di bocche chiuse”

«Io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media e se l’ho detto non c’era assolutamente nulla di violento o meno che liberale»

Qui c’è il video: CLICK ME. Non so più cosa pensare…

L.





Berlusconi e le finlandesi

8 05 2009

 

Pirla.

«Meglio stare zitti dando l’impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio.» (Confucio)





Non “donna” ma “Sorbona”

1 03 2009

Non ha detto “donna” ma “Sorbona”. Il premier denunciato alla Corte europea.

Il nostro caro Presidente del Consiglio è stato denunciato alla Corte europea, dopo l’ennesima battuta ritenuta denigratoria nei confronti delle donne. La denuncia ricorda anche vari suoi precedenti:

Marzo 2008: «Contro la precarietà? Cerchi di sposare il figlio di Berlusconi», o qualcun altro del «genere milionario, con quel sorriso se lo può permettere…»

Gennaio 2009: Contro gli stupri, «dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane»

6 Febbraio 2009: Eluana è «viva, […] una persona che potrebbe anche avere un figlio.»

26 Febbraio 2009: «Moi je t’ai donné la tua donna», avrebbe detto il Cavaliere mischiando le due lingue.

Ora, tralasciando gli altri precedenti e concentrandoci su quest’ultima prodezza linguistica francese, c’è da dire che non è sicura l’interpretazione della frase. La ricostruzione è ottenuta leggendo il labiale di Berlusconi da un video. Infatti, prevedibilmente, è arrivata la smentita da Palazzo Chigi:

«La frase che il presidente Berlusconi ha detto sottovoce al presidente Sarkozy durante la conferenza stampa a Villa Madama, mentre si stava parlando del riconoscimento in Italia dei baccalaureati, era semplicemente: “Tu sais que j’ai ètudiè à la Sorbonne” (“tu sai che ho studiato alla Sorbona“).».

Aspetto che si abbiano più certezze, prima di parlare, anche se ormai siamo abituati alle smentite del nano. Spara la cazzata e spera che nessuno si offenda; se però capita, ricorre alla sua tecnica ormai consolidata: “Ah, ma io non ho detto niente di simile, sono solo tranelli della sinistra.”

L.





Italia dall’estero, Berlusconi-Englaro [n.3]

22 02 2009

Ecco la terza e ultima parte della “trilogia” sull’Italia vista dall’estero.

Leggete anche la prima e la seconda parte.

Il caso Englaro dimostra la pericolosità di Berlusconi. (Germania)

«Anche se a volte viene qualche dubbio, l’Italia è uno Stato di Diritto. E ieri in Italia ha vinto il Diritto. Eluana Englaro, la paziente di 38 anni in coma, è morta, quattro giorni dopo la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali.»

«Quello che tuttavia irrita è il comportamento assolutamente contrario allo Stato di Diritto del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi»

«Berlusconi ha un problema con la divisione dei poteri del suo paese, questo va riconosciuto. Non ha paura né di attaccare il Capo dello Stato, né ha rispetto per le sentenze della suprema corte d’appello italiana, se questi non coincidono con i suoi piani. Spadroneggia in Parlamento, che in base alle sue disposizioni vara o respinge le leggi a piacimento, come è successo nel caso Englaro. E qualcos’altro è risultato chiaro: il capo del Governo controlla quasi tutte le televisioni e molti giornali e fa un uso vergognoso di questo potere

«Berlusconi governa il paese come un signorotto feudale. Si comporta come se guidasse una Vespa nel traffico caotico di Roma: ignora i semafori rossi, se c’è coda sale sul marciapiede, e nel dubbio la colpa è sempre degli altri. Quest’uomo, che oltre alle battute sul colore della pelle del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, racconta anche spesso in pubblico barzellette sui campi di concentramento (l’ultima volta è successo il 17 gennaio, senza che i media italiani ne abbiano parlato), non è solo insopportabile. E’ soprattutto pericoloso. Pericoloso per la democrazia, pericoloso per l’immagine del Paese. Non persegue gli interessi dell’Italia, persegue solo i suoi

«Sorridere e fare educatamente finta di niente davanti a questo o a quel passo falso è proprio la strategia diplomatica più sbagliata. Quest’uomo va preso sul serio, bisogna tenerlo d’occhio, bisogna criticarlo

E ora il colpo di grazia…

«In occasione del vertice italo-tedesco di Trieste il Presidente del Consiglio italiano si è nascosto dietro una colonna e è sbucato facendo allegramente cucù all’arrivo della cancelliera tedesca. Purtroppo molti italiani non hanno ancora capito che razza di tipo abbiano effettivamente eletto

A questo punto è evidente che la nostra reputazione non è delle migliori. Ma proprio per niente. E non abbiamo assolutamente da criticare la stampa estera, ma solo noi stessi.

Loro, per fortuna, riescono ad essere chiari ed oggettivi. A differenza della grande maggioranza dei giornalisti nostrani.

L.





Italia dall’estero, Berlusconi-Mills [n.2]

22 02 2009

Ringrazio il sito Italia dall’estero, per le traduzioni degli articoli di cui sto per citare i passi più importanti.

Questo post è la seconda parte di una “trilogia”, l’ho divisa per non avere articoli troppo lunghi. Leggete anche la prima parte.

L’Italia indifferente al processo per corruzione di Berlusconi. (Inghilterra)

«Mills sembra aver ricevuto un guadagno di 600.000$ […] dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Il tribunale di Milano ha condannato Mills a 4 anni e 6 mesi. Lui dice di essere innocente e che farà ricorso in appello. […] In breve, si sostiene che Mills sia stato pagato per tacere sulle compagnie offshore del Presidente del Consiglio, in modo che Berlusconi potesse evitare di pagare le tasse.»

«Sotto il glaciale sistema legale italiano qualsiasi ricorso in appello potrebbe richiedere uno, due, tre o più anni. Ciò potrebbe comportare l’entrata in prescrizione, che interviene drasticamente dopo sette anni e mezzo.»

«Per darvi un’idea di come gli italiani vedono il loro Presidente del Consiglio e le sue vicende giudiziarie, nel giorno in cui è stato pronunciato il verdetto su Mills, nell’aula di Milano c’era appena una manciata di telecamere per seguire il fatto. Era semplicemente un fatto non degno di essere annunciato.»

«Immaginate la stessa situazione in altri paesi, dove il capo di un Governo è coinvolto in un’enorme truffa per corruzione. Non ci si potrebbe neanche muovere fuori dal tribunale a causa dei microfoni e degli obiettivi delle telecamere.

Ma non in Italia. Qui la maggioranza degli italiani è silenziosamente rassegnata a vedere il loro capo muoversi ai confini della legalità; […]

Sembra che gli italiani sono pronti a perdonare Berlusconi, finché tiene lontana dagli scogli la grande nave Italia.»

C’è da vergognarsi davvero.

A breve la terza parte, un articolo tedesco.

L.