Aborto negato in ospedale

30 09 2008

E’ estate, vietato abortire: una donna rimane in corsia.

L’articolo è del 9 agosto di quest’anno.

La protagonista è una donna incinta. L’analisi del feto mostrava delle gravi malformazioni, che avrebbero portato alla nascita di un bimbo morto, a causa del cervello inondato di liquido (l’articolo dice liquido amniotico, ma credo che in realtà sia liquido cefalorachidiano) e dei reni non funzionanti. La legge permette l’aborto entro la ventiduesima settimana, quindi la donna aveva solo quattordici giorni disponibili.

Nell’ospedale San Camillo, «le vengono somministrati dei medicinali per indurre il parto». A causa di alcune complicazioni è però necessaria un’operazione chiururgica, ma non ci sono anestesisti liberi per fare l’epidurale. Anzi, ce n’è uno, ma è obiettore di coscienza, cioè si rifiuta di aiutare la donna perché è contrario all’aborto. Per motivi religiosi.

Lei intanto soffre ed è ormai costretta a rimanere in ospedale, e ad aspettare per alcuni giorni l’arrivo dei medici, di ritorno dalle ferie. L’articolo non dice come sia andata a finire, spero bene.

«Non mi hanno dato nessuna certezza – si sfoga la paziente – e la cosa assurda è che sono in balia del caso e delle vacanze dei sanitari. Finora mi sono solo sentita ripetere “si vedrà”. Non mi hanno dato dei tempi certi e il termine per eseguire l’aborto scade giovedì, poi sarò costretta a tenere il bambino fino al nono mese, ma nascerà comunque morto. Se volessi cambiare ospedale dovrei ricominciare tutto daccapo: altri accertamenti, nuove visite, ancora impegnative e ulteriori affanni. Così molte donne sono costrette ad andare all’estero, dove tutto sembra più semplice.»

Com’è possibile che possa capitare una cosa simile? Siamo in Italia, non nel terzo mondo! Alla faccia dell’amore cristiano verso l’umanità!

Fosse per me, quell’anestesista sarebbe già licenziato e arrestato, per aver causato sofferenze inutili e per non aver svolto il suo dovere.

Citando George Carlin: «Ragazzi, questi conservatori sono proprio forti, vero? Sono tutti a favore dei non nati, farebbero di tutto per i non nati, ma una volta che sei nato sono cazzi tuoi!»

Che schifo di gente.

L.





Parkour: Ce l’hai!

29 09 2008

 

Gioco per bambini? :D





Crocifisso a scuola

27 09 2008

Leggendo un’Ultimissima dell’UAAR, mi trovo davanti:

«Un gruppo di genitori dell’istituto scolastico comprensivo “Gaetano Salvemini” [sic!] di via Negarville 30, nella zona di Mirafiori a Torino, sta avviando una raccolta firme per imporre i crocefissi nelle aule, da inviare all’ufficio regionale scolastico del Piemonte.»

Ma vogliamo capire che i crocifissi nei locali pubblici non ci devono stare? Va bene, non fanno del male a nessuno, ma non è quello il problema. Viviamo in uno stato definito “laico”, uno stato in cui ogni religione dovrebbe essere considerata uguale a ogni altra, e in cui nessun cittadino dovrebbe sentirsi inferiore a un altro.

La presenza di crocifissi nelle scuole, e ancora peggio nei tribunali, è un’affermazione di superiorità del Cristianesimo rispetto a ogni altra forma di pensiero, religioso o meno. Le leggi che la giustificano risalgono al periodo fascista, fra il 1924 e il 1928, anche se la Costituzione successivamente sembra negare questo privilegio.

Leggiamo ancora il passo che ho citato in Lodo Alfano:

Art. 3

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»

Si può dire che il crocifisso fa parte del patrimonio storico e culturale dell’Italia, e che quindi sia giusto esporlo. Seguendo questo ragionamento, però, ci sarebbero molti altri simboli da esporre, cosa che non avviene.

Strano, eh?

L.





Lodo Alfano

26 09 2008

Oggi parleremo di un obbrobrio della giustizia italiana. Il lodo Alfano.

Il lodo Alfano è un disegno di legge, proposto da Angelino Alfano e approvato dal Senato nel 2008, che rende le quattro principali cariche dello stato immuni dai processi penali, sospendendo quelli in corso. Per capire meglio, leggiamo l’articolo 1 del testo di legge:

«[...] i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.»

Non vi sembra che ci sia qualcosa che non quadra? Proviamo a leggere qualche passo della Costituzione, e traiamo le nostre conclusioni.

Art. 3

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.»

Beh, effettivamente c’è qualcosa che non va… Quella legge viola la Costituzione! Com’è possibile che sia stata approvata? La prima cosa da conoscere per capirlo è l’origine della legge. Il lodo Alfano è stato preceduto nel 2003 dal lodo Maccanico, che con poche differenze forniva gli stessi privilegi.

Leggiamo da Wikipedia, riguardo il lodo Maccanico: «Approvata il 20 giugno 2003, sospese di fatto il processo SME a carico dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l’intera durata del suo mandato. Questa vicenda giudiziaria provocò un certo numero di polemiche, derivanti dal sospetto che il provvedimento potesse essere in realtà stato avanzato allo scopo, non dichiarato, di sollevare Silvio Berlusconi dalle proprie pendenze penali, costituendo così una legge ad personam

Più chiaro di così…

L.





Uccide a coltellate l’ex convivente

21 09 2008

Uccide a coltellate l’ex convivente. Simula il suicidio, poi confessa.

Stremata per le continue violenze subite dal marito, non riesce più a trattenersi e lo pugnala. Corre dai vicini, e…

«[...] quando ha suonato ai vicini per chiedere aiuto, ha detto che “Salvatore si era suicidato”, ma era tutto inventato. I militari se ne sono subito accorti: l’arma del delitto non era sul pavimento vicino al cadavere come doveva stare, ma era nel cassetto della cucina, già pulita e in ordine.»

Eh, beh! Bella tecnica! Era un suicida educato, non voleva sporcare troppo…